Ricordo di Giobbe Ruocco

A 140 anni dalla nascita, ricordiamo la figura e l’opera dello storico caprese don Giobbe Ruocco, al quale l’Isola deve gran parte della conoscenza della sua storia.

Ricercatore infaticabile, Ruocco trascrisse e pubblicò una grande quantità di documenti che riguardavano Capri dalle sue origini fino all’Ottocento; i cui originali andarono poi distrutti nel corso dell’ultimo conflitto mondiale. Grazie alla sua opera oggi siamo in grado di conoscere ed approfondire fenomeni, vicende e personaggi della millenaria storia caprese che, altrimenti, sarebbe rimasta incomprensibile ed oscura.
Per conoscere meglio la sua biografia ed il suo lavoro di studioso, sacerdote e maestro proponiamo la lettura del saggio Giobbe Ruocco, Capri, la Storia di Enzo Di Tucci pubblicato a cura dell’Associazione Oebalus negli “Atti del Convegno di studi (Capri, 23-24 novembre 2007)” a cura di Eduardo Federico.

 

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“La chiesa del Salvatore a Capri: un’opera incompiuta di Dionisio Lazzari” di Alberto White

Proponiamo per la lettura l’interessante saggio del prof. Alberto White sulla chiesa del Salvatore di Capri (Sec. XVII) pubblicato nel 1980 sulla rivista di storia dell’architettura e restauro “Palladio”. L’autore, dopo un’accurata ricostruzione dei passaggi che condussero la Venerabile Madre Serafina di Dio a volere la nascita di una casa di ritiro per donne sull’isola di Capri, illustra tutte le fasi costruttive del convento del SS. Salvatore e della sua chiesa. Particolarmente suggestiva è l’ipotesi di localizzazione del percorso dell’antica strada del Salvatore che fu poi inglobata nel perimetro dell’isola monastica. Una parte significativa del saggio è poi dedicata alla progettazione del complesso conventuale realizzata dall’architetto Dionisio Lazzari e l’attiva partecipazione di maestranze della vicina costiera amalfitana nell’esecuzione dei lavori.

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“I bagni arabi nelle case palaziate medievali della costa d’Amalfi” di Alberto White

Bagno arabo di Villa RufoloSullo stesso tema del libro Capri e l’Islam, la cui lettura è stata proposta in un post precedente, è incentrato un interessante saggio del prof. Alberto White sulla presenza, in età medievale, di bagni arabi nella vicina costiera amalfitana. Poichè l’isola di Capri tra il IX ed il XII secolo era parte integrante della Repubblica di Amalfi, dalla quale mutuò tecniche di navigazione, di commercio nonchè modelli urbanisitici ed architettonici, non è da escludere che anche sul suo territorio vi possano essere stati edifici dotati di questi ambienti che erano e sono tipici della civiltà araba e del mondo islamico. Ricordiamo che Alberto White, architetto e professore di Storia dell’Architettura alla Sapienza di Roma, è autore di numerosi studi e pubblicazioni sulla storia e l’urbanistica di Capri, tra i quali “La Chiesa del Salvatore a Capri: un’opera incompiuta di Dionisio Lazzari” e “L’insula capritana alla fine del secolo XIV”.

Ravello, Villa Rufolo, interno del bagno arabo, XI secolo.

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Capri e il mondo islamico

Capri e l'IslamNell’attuale società multietnica, dove si incrociano lingue, culture, costumi e religioni di diversa provenienza, ci è sembrato utile ed interessante ricordare la pubblicazione di un libro che, con rigoroso metodo scientifico, ricostruisce i rapporti che l’isola di Capri ed i suoi abitanti hanno avuto con il mondo islamico. Capri e l’Islam, pubblicato nel 2000 per le Edizioni La Conchiglia, analizza ed approfondisce le relazioni, non sempre pacifiche, che si sono sviluppate nel corso dei secoli con i territori e le popolazioni arabe del Mediterraneo. La presenza di pirati saraceni prima e barbareschi poi nelle acque di Capri è stato un fenomeno che ha inciso in maniera determinante nel tessuto sociale isolano, lasciando tracce tangibili nella toponomastica e nelle strutture architettoniche ed urbanistiche locali. I nomi di grandi corsari come Khayr el Din (Barbarossa) e Dragut suscitano ancora oggi terrore ed angoscia. La triste pratica della schiavitù, per la verità praticata anche sull’isola, e i rinnegati Capresi in terra d’Africa o nei territori di Levante furono fenomeni molto diffusi, ma ancora poco conosciuti. Questi ed altri interessanti temi sono ampiamente illustrati nel libro che, peraltro, contiene gli atti degli incontri promossi a suo tempo dall’Associazione Culturale Oebalus “Studi su Capri, il Mediterraneo, l’Oriente” e si avvale della presentazione dello storico Giuseppe Galasso.

“La Torre Aragonese e la Casa Rossa” di Raffaele Vacca

Torre aragoneseUna delle principali opere di difesa e protezione della popolazione anacaprese fu la cosiddetta “Torre aragonese” situata nel centro di Anacapri. L’interessante struttura architettonica, oggi non  più visibile dalla strada, fu eretta dagli anacapresi nella prima metà del Trecento e fu destinata al ricovero della gente durante le aggressioni di nemici esterni e degli stessi vicini abitanti di Capri.

Raffaele Vacca, intellettuale, scrittore e fondatore del Premio Capri san Michele, ha dedicato a questo pregevole e poco conosciuto edificio storico la sua pubblicazione La Torre Aragonese e la Casa Rossa uscita nel 2014. In questo prezioso ed esauriente volume l’autore ricostruisce tutte le fasi storiche della Torre a partire dalla sua fondazione fino ai nostri giorni. Un’ampia parte dell’opera è dedicata alla adiacente “Casa Rossa” ed al suo fondatore: il colonnello americano John Clay Mac Kowen. Quest’ultimo edificio attualmente ospita una splendida pinacoteca e le statue romane ritrovate nella Grotta Azzurra. Il libro è corredato da alcuni disegni della Torre, riprodotta nella sua forma originale, dai quali si può apprezzare la sua funzione di edificio fortificato costruito secondo i canoni dell’architettura militare, e da alcune immagini recenti. Una dettagliata bibliografia completa l’opera.