Chiesa di S. Maria del Soccorso

 

Posta sulla collina di Monte Tiberio, sui ruderi della Villa Jovis, la chiesa di S. Maria del Soccorso rappresenta uno dei santuari più amati dagli isolani, insieme alla chiesa di S. Maria a Cetrella sull’omonimo monte e alla scomparsa S. Maria della Libera sulla collina del Castiglione. A queste tre Madonne i Capresi, specie i naviganti, si sono sempre rivolti per invocare aiuto e protezione nei momenti di pericolo. Tutti e tre gli edifici sacri furono costruiti sui resti di antiche fabbriche romane che si trovavano sul posto, sia per recuperare materiale di spoglio, ma soprattutto per affermare i valori cristiani sui luoghi pagani.
In una mappa dell’isola, tra le più antiche che si conoscano, disegnata nel 1562 dallo studioso napoletano Fabio Giordano, il monte Tiberio, sul quale sorge la chiesetta di S. Maria del Soccorso di Capri, è indicato come monte di San Leonardo e della Beatissima Maria. Risale quindi a molti secoli fa il culto dei Capresi verso la Madonna del Soccorso che, peraltro, era venerata ed onorata anche dai marinai che con le loro imbarcazioni attraversavano il tratto di mare tra la Punta Campanella e la Punta del Capo.

Per conoscere meglio la storia della chiesa, è possibile scaricare la monografia realizzata dal Centro Documentale.

 

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“Il recupero dell’elemento italico di Capri attraverso l’onomastica e la toponomastica” di F. Senatore

Mura megalitiche preromane di Capri

Questo breve ma importante studio del prof. Senatore ha il pregio di portare un poco di luce sul periodo della storia di Capri – per la verità ancora non del tutto esplorato – che precede l’epoca greca e romana. Attraverso studi di toponomastica ed onomastica è stato possibile accertare che la presenza italica a Capri non fu totalmente sopraffatta dalla cultura greca e ciò è desumibile già nel nome stesso dell’isola Kaprìe, attestato tra il VI e V secolo a.C., che è appunto un nome di origine paleoitalica.

Il saggio è stato pubblicato sulla rivista Oebalus nel 2004, “Pompei, Capri e la Penisola Sorrentina” Atti del quinto ciclo di conferenze di geologia, storia ed archeologia. Pompei, Anacapri, Scafati, Castellammare di Stabia, ottobre 2002 – aprile 2003, a cura di Felice Senatore.

 

 

 

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“Note storiche sulla Piazza di Capri” di Giuseppe Aprea

Pubblichiamo il saggio di Giuseppe Aprea “Note storiche sulla Piazza di Capri” apparso sulla rivista Conoscere Capri n.1, anno 2003, “Ciclo di conferenze sulla storia e la natura dell’Isola di Capri”, Capri – Anacapri, novembre 2002 – aprile 2003. L’autore ricostruisce la formazione e la nascita della famosa Piazzetta di Capri che, da luogo di riunione della comunità caprese e sede del mercato, è divenuta un sito di fama internazionale.

 

 

 

 

 

 

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“Capri nella Grande Guerra” di Enzo di Tucci

In occasione dell’attuale congiuntura pandemica e dei suoi preoccupanti effetti sul tessuto sociale ed economico di Capri ci è sembrato utile suggerire la lettura del saggio Capri nella Grande Guerra.

Anche se le condizioni storiche, ambientali ed economiche dell’epoca non sono ovviamente comparabili a quelle odierne, si possono comunque trovare interessanti analogie. Soprattutto conoscere come la comunità caprese reagì a quel devastante avvenimento che fu la Prima Guerra Mondiale e quali iniziative furono intraprese per fronteggiare le enormi difficoltà del momento.

 

 

 

 

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“La basilica paleocristiana di San Costanzo e problemi religiosi connessi” di Salvatore Borà

La chiesa di S. Costanzo

Riproponiamo la lettura del saggio di Salvatore Borà La basilica paleocristiana di San Costanzo e problemi religiosi connessi pubblicato sulla rivista di storia locale Il Caprifoglio n. 1 anno VII – giugno 1995. L’interessante articolo affronta un tema poco conosciuto e studiato della storia di Capri: la nascita e la diffusione del Cristianesimo sull’Isola in relazione agli influssi e alle presenze cristiane nei territori vicini. Strettamente legata alla formazione della prima comunità cristiana caprese è la costruzione dell’antica chiesa paleocristiana nei pressi della riva di Marina Grande, successivamente intitolata a San Costanzo e divenuta poi cattedrale con l’istituzione della Diocesi nel 987. Un capitolo è dedicato alla leggendaria venuta sull’Isola del vescovo Costanzo divenuto poi patrono di Capri.

 

Prospetto originario della chiesa prima delle modifiche

Salvatore Borà (1930 – 2013), autore e storico dell’Isola di Capri, con le sue ricerche e le numerose pubblicazioni ha dato un contributo fondamentale alla conoscenza ed alla divulgazione di aspetti e fenomeni della storia dell’Isola di Capri. Autore di numerosi articoli e saggi, ha pubblicato: I nomi di Capri, Capri frammenti storici, Capri le chiese dell’Isola, Itinerari storici e monumentali di Capri ed Anacapri, Piccola guida storica di Capri.

 

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“Madre Serafina di Dio” di Norman Douglas

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“La cappella di S. Angelo Sopramonte a Capri – Un gioiello nascosto” di Enzo Di Tucci

Ricostruzione storica ed architettonica di uno dei più antichi luoghi di culto dell’Isola di Capri dalla sua fondazione fino alla chiusura avvenuta agli inizi dell’Ottocento. Saggio pubblicato in occasione della conferenza di Enzo Di Tucci tenuta presso il Centro Documentale di Capri l’11 febbraio 2017.

 

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Il Monte San Michele

La collina di Cesina, nota anche come Monte San Michele, ha avuto, specialmente in età medievale, una funzione centrale nella vita della comunità caprese. Intorno all’anno Mille essa costituiva la difesa naturale del versante orientale dell’antico centro urbano che si stava formando ai suoi piedi, raccolto intorno alla chiesa di S. Pietro a Calcara (oggi S. Anna).

Contemporaneamente sulla sua sommità era stato fondato un edificio religioso, ricavato da antiche fabbriche romane presenti sul luogo, dedicato all’Arcangelo Michele. Nato probabilmente come un cenobio rupestre di frati benedettini, fu successivamente destinato a luogo di culto della popolazione con il titolo di “S. Angelo Sopramonte”. Per questa ragione la collina venne chiamata “Monte San Michele”, anche se per un periodo assunse il nome di “Monte Calvario”, perchè sulla sua vetta si trovava una grande Croce rivolta verso la città sottostante.

Resti della chiesa di S. Angelo Sopramonte

Ingresso della chiesa

Abside della chiesa

Disegno acquerellato del Monte S. Michele – XIX sec.

La chiesetta, decorata con affreschi di stile bizantino risalenti al secolo XI , divenne meta di pellegrinaggi ed era oggetto di grande venerazione da parte del popolo, tanto è vero che il suo protettore venne scelto come secondo patrono di Capri.
Col passare del tempo, e soprattutto perchè la collina fu acquistata da un privato, la chiesa fu sempre meno frequentata e, agli inizi dell’Ottocento, fu sconsacrata.

Santo ignoto – Affresco dell’XI sec.

Particolare dell’affresco – Sec. XI

Chiesa di S. Michele in località Croce

La devozione popolare per San Michele rimaneva però ancora salda e radicata per cui le autorità religiose dell’epoca trasferirono il suo culto nell’altro edificio sacro posto a mezza costa della collina, nell’attuale località Croce, e lo intitolarono al Santo.
Anche questa secondo chiesa ha un’origine molto antica, sorta inizialmente intorno al XIV secolo se non ancora prima, subì degli ampliamenti in epoche successive. Essa faceva parte di un piccolo convento, i cui ambienti oggi sono stati destinati ad uso privato. Non sappiamo da quale Ordine di frati sia stato fondato, ma pare che nel Seicento, per un breve periodo, vi abbiano dimorato gli Agostiniani.
La chiesa, nel periodo più antico, fu dedicata a “Santa Maria del Rifugio”, successivamente fu chiamata anche “Chiesa della Santa Croce fuori le mura” e dall’Ottocento è intitolata a San Michele, perpetuando così il culto per il Santo ancora molto venerato su tutta l’Isola.
Nel periodo dell’occupazione militare di Capri da parte degli Inglesi e dei Francesi (1806-1815), la sommità della collina fu trasformata in una postazione fortificata e l’attuale chiesa di San Michele fu destinata a polveriera.

Per notizie più approfondite sulla chiesa di S. Angelo Sopramonte cliccare qui.

Il Palazzo Vescovile di Capri (Secc. XVII/XIX)

L’edificio del Municipio di Capri, che si affaccia sulla famosa Piazzetta, era in origine la residenza dei Vescovi della Diocesi di Capri (987/1818). Costruito nel corso del XVII secolo, subì successivamente diverse modifiche ed ampliamenti fino a raggiungere l’attuale configurazione.
Un breve saggio di Enzo Di Tucci, pubblicato nel 1999 sulla rivista di storia locale Il Caprifoglio, ne ricostruisce tutti i passaggi, dalla sua fondazione fino alla destinazione a Casa Comunale.

Prospetto originale del Palazzo vescovile. Ricostruzione dell’arch. Marcella Canfora

Casa comunale di Capri già Palazzo vescovile (Anni Trenta del Novecento)

Affresco dell’Immacolata – Sala consiliare del Municipio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La chiesa di S. Anna (Sec. X/XII)

 

Uno dei monumenti più antichi e più suggestivi dell’Isola di Capri è la chiesa di S. Anna, situata nell’omonimo quartiere in Via Madonna delle Grazie. Dedicata inizialmente a San Pietro, la sua fondazione è attestabile intorno all’anno mille, quando si formò il primo centro urbano di Capri al riparo della collina di Cesina, dopo che la popolazione aveva abbandonato la più antica cittadina posta nei pressi della riva di Marina Grande intorno alla cattedrale di San Costanzo.
La chiesa fu il centro di culto principale nel periodo medievale e parrocchia fino al XVI secolo. L’edificio, di impronta bizantina, è impostato su tre navate con altrettante absidi, al cui interno una volta esistevano oltre all’altare maggiore altri due altari; di essi oggi è rimasto solo quello centrale. Dal suo sagrato si accedeva alla chiesa attraverso tre porte, corrispondenti alle tre absidi; le due laterali furono abolite probabilmente quando la chiesa perse il titolo di parrocchia, divenendo un luogo di culto secondario rispetto alla chiesa principale di S. Stefano.Dalla navata sinistra si accede alla sagrestia sulla cui parete recentemente è stato scoperto un affresco della Crocifissione risalente al secolo XIV.
Quasi tutto l’interno dell’edificio sacro doveva essere affrescato; di queste pitture oggi sono visibili: nell’abside destra il cosiddetto affresco dei Paragalli (Sec. XIV),dove sono raffigurati il Cristo Pantocratore, la Madonna che allatta il Bambino tra San Pietro, già titolare della chiesa, e la più antica immagine di San Costanzo patrono di Capri. Nella navata destra, vicino all’ingresso dove prima esisteva un altro ingresso, una Deposizione di Cristo (Sec. XVI) e, nell’intradosso del secondo arco della navata sinistra,un’immagine di San Tommaso (Sec. XVI).
Nel XIX secolo l’edificio sacro fu intitolato a S. Anna, patrona delle partorienti, perchè qui, presso un altare oggi scomparso, si teneva il rito della purificazioni delle puerpere.

 

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